COMUNITA' PARROCCHIALE DI SANTA CHIARA

INCONTRI BIBLICI DELL' AVVENTO 2001

A cura di C. Bissoli, Università Salesiana, Roma

“Oh, potessi sapere dove trovarlo?”

GIOBBE

( 6-XII-2001)

Le ragioni di un interesse

“Spiegare Giobbe è come tentare di tenere nelle mani un'anguilla:più forte la si preme, più velocemente sfugge di mano” (S. Girolamo). E' tra i libri più enigmatici, affascinanti e complessi dell'AT

a- A livello di contenuto: in quanto compone insieme il nodo forse più drammatico della vita: il dolore innocente, la provvidenza di Dio, l'esigenza di giustizia, il problema della sanzione, la ricerca di spiegazione dell'uomo che non può essere che tormentosa e imperfetta, la non risposta di Dio, almeno secondo l'attesa dell'uomo, una fede come fidarsi senza prove di Dio, accettando per risposta il suo essere `mistero'. L'irresistibile riferimento a Gesù Cristo

b- Tutto detto con linguaggio esistenziale, una smagliante ricchezza culturale, una dialettica teologica audace e controcorrente, attraverso la forma di una rappresentazione drammatica in più atti

c- La straordinaria storia degli effetti, la complessità interpretativa.

Quadro di insieme(Giobbe Work in Progress)

I livello: LA TRADIZIONE(racconto): bene ai buoni/male agli empi

Prologo -------------------------------------Epilogo : (42,7-17)

II livello: LA CRISI (dibattito) : Giobbe ed amici : male ai buoni/bene agli empi


I G 3 6-7 9-10

E 4-5 B 8 S 11 G: esperienza (dato primario): sono innocente

G12-14 16-17 19 3A: teoria(dato derivato): Dio ha ragione; G. colpevole

E 15 B 18 Z 20 E:il profeta:ogni sofferenza è punizione di una colpa

G 21 23-24 26;27 B: il giurista:l'alleanza fonda il diritto retributivo

E 22 B 25;26 Z 27 Z:il sapiente:l'esperienza conferma il doma della retribuzione

III livello L'INNOVAZIONE (dialogo poesia): Giobbe e Dio: io non so; Dio sa ed è oltre

29-31 : Apologia di Giobbe: Dio sono innocente. L'onnipotente mi risponda(31,35)(Dio in processo)
38,1-42,6: Teofania: discorso/interrogatorio

I discorso di Dio : 38-39: la creazione rivela Dio giusto e capace e l'uomo limitato
Risposta di G: 40,1-5: “Sono ben piccino”: è limitato nel capire l'infinito progetto di Dio
II discorso di Dio: 40,6-41,26: Dio controlla le energie cosmiche( 2 mostri).Dio sa vincere il male
Risposta di G: 42,1-6: “Ti conoscevo per sentito dire,ora i miei occhi ti vedono : la pura fede in Dio come totalmente altro e Dio salvatore

IV livello LE RILETTURE

Intervento di Elihu: 32-37: La sofferenza è educazione e purificazione. Dio ,giudice imparziale (una

soluzione vera, ma scolastica) (rilettura posteriore ) ]

Inno alla sapienza: 28: la sapienza di Dio è inaccessibile all'uomo e per questo guida dell'uomo

L'autore e il contesto sapienziale

L'autore è anonimo del III s.a.C. . Parte dall'esperienza del dolore innocente ne cerca la ragione: non la trova nella teologia tradizionale e rimanda ad un altro concetto di Dio. Siamo a livello di riflessione sapienziale, di valore universale, nel crogiolo di un dibattito internazione (Giobbe numerico, egiziano) intorno al `giusto sofferente' (G è collocato fuori della terra di Israele!). Appare un credente in Jahvè( conosce la rivelazione storica), uomo di grande cultura e capacità letteraria ( v. cc. 38-42)

Tradizioni interpretative

Giobbe paziente(linea moralistica tradizionale):G. accetta le prove di Dio e alla fine è benedetto

Giobbe `protestante'(linea laica):ribellione di Giobbe al dolore. Perché Dio tace?”Dio l'immorale”(Jung)

Giobbe `credente nuovo(linea della fede pura):sì a Dio, anche nel dolore, perché Dio è oltre, come uno

capace e buono

Il messaggio di Giobbe

1. Giobbe vale come domanda prima ancora che come risposta , in quanto pone insieme tre fattori inevitabilmente critici per la fede: l'uomo, Dio, il male, annodati sull'uomo che patisce il male ed è chiamato a credere in Dio! Il problema appare nel racconto della creazione (Gen 2-3!), in tanti Salmi, nel Deuteronomio per spiegare le sconfitte di Israele come colpe di Israele. Giobbe mette in gioco un sofferente che è giusto ( alla luce di Mosè, di Geremia) chiede spiegazione alla sua fede “Come trovare Dio al crocevia del silenzio e del rifiuto” (Kierkegaard).

2.La risposta di Giobbe è affermare il nesso , anzi il terribile impatto, proponendo l' uomo come limite, il male come enigma, Dio come mistero, tre silenzi entro cui si attende l'attesa di una parola di verità e di consolazione, non risolvendo il problema del male, ma riconoscendo che Dio è Dio. La creazione mostra le tracce del suo progetto trascendente, eppure affidabile e buono. E' la fede allo stato puro. Contro il razionalismo teologico dei suoi amixi, e di goni tempo, Giobbe ribadisce che necessario `temere Dio per nulla'(1,9) cioè credere gratuitamente, senza poter sperimentare ad ogni passo il prezzo della virtù, non considerando la virtù, i meriti merce di scambio, ma solo segno di un dono per un affidamento. Dio c'è ed è là! “ Se pure corressi per mari stranieri, tornerò sempre a far naufragio nel tuo, o Signore” (M. Pomilio)

Cosa apporta a Giobbe la fede in Cristo?

Traduce in esperienza storica( vita) la `teoria'. Anche da Gesù proviene l'affermazione dei disegni di Dio oltre i nostri(” Perché mi chiami buono? Solo Dio è buono!), cui affidarsi incondizionatamente( “ si compia la tua volontà!).Egli vi apporta la testimonianza convincente che questo è vero e fecondo di bene, perché Dio è Padre misericordioso) (Abba)(ed è il dono della fede); indica il modo, con l'amore , per dare al Dio misterioso la possibilità di esprimere segni concreti di aiuto e consolazione di quanti provano la grave prova di Giobbe(ed è la carità); assicura un tempo di fine della prova nella seconda venuta ( ed è la speranza, che si nutre di fede e produce carità) .

Bibliografia

Ravasi GF, Giobbe, Borla 1979 ( scientifico, eccellente, storia degli effetti)

Alonso-Scoekel L, Giobbe, Borla 1985 (scientifico)

Eisenberg J-Wiesel E., Giobbe o Dio nella tempesta, SEI, Torino 1989 (letterario)

Autori: Gregorio M (Moralia in Job), Kierkegaard, Dostoieskij, Roth, Singer, Camus, Bloch, Jung. Morselli, Quinzio, Bacchelli, Turoldo, Nemo…

Letture consigliate

cc.1-2; 42,7-17( prologo ed epilogo narrativo); c. 3 (“Perisca il giorno in cui nacqui”); c, 7( Il male di vivere); 16,9-18 ( la violenza di Dio); c. 19 ( solitudine e speranza); cc.38-42( I discorsi di Dio)

“Se io non avessi Giobbe! Non posso spiegarvi minutamente e sottilmente quale significato e quanti significati abbia per me. Io non lo leggo con gli occhi come si legge un altro libro, ma lo metto per così dire sul cuore. Come il bambino che mette il libro sotto il cuscino per essere certo di non aver dimenticato la lezione quando al mattino si sveglia, così la notte mi porto a letto il libro di Giobbe. Ogni sua parola è cibo,vestimento e balsamo per la mia povera anima”( Kierkegaard )

“Il mio preferito è Giobbe: perfino di notte odo il suo grido risuonare nell'infinito vuoto:Shaddai mi risponda” ( B. Alberti)

“Quella di Giobbe non è ovviamente una soluzione; è solo il suggerimento sull'impossibilità d'una soluzione perché l'uomo è un frammento troppo piccolo dell'universo per poterne discernere il disegno totale. Ma la realtà nel libro di Giobbe la cosa importante non sono le risposte date quanto il non dare risposte “(J. Bowker)