Parrocchia Santa Chiara in Roma
Oggi è Santa Maria Vittoria de Fornari-Strata,San Santulo, Santa Crocefissa, San Celiano.

Ministri straordinari dell'Eucarestia

La sollecitudine pastorale di Papa Paolo Sesto – con il Motu Proprio “Ministeria quaedam” del 15 agosto 1972 – ha voluto istituire un Ministero Straordinario dell’Eucaristia per rispondere a precisi voti e richieste provenienti dalle diverse Conferenze Episcopali.

In tal modo ha inteso venire incontro, non tanto all’esigenza di offrire ai fedeli che lo desiderino e siano ben disposti, la possibilità di accostarsi alla S. Comunione nei casi in cui manchi una certa disponibilità di ministri ordinari ma anche, e soprattutto, ad evitare che i fedeli malati o impediti a partecipare alla celebrazione eucaristica, corrano il rischio di rimanere privi del conforto di questo importante Sacramento.

L’istruzione “Immensae Caritatis” del 1973 definisce i ministri straordinari dell’Eucaristia come “i battezzati e cresimati adulti – uomini e donne – incaricati della distribuzione del pane eucaristico sia durante che fuori dalla celebrazione della Messa”. E’ un incarico straordinario, non permanente, concesso in relazione a particolari e concrete necessità di situazioni: distribuire la Comunione ai fedeli, portarla ai malati ed agli anziani, recarla come Viatico ai moribondi.

Le possibilità offerte da questo servizio rappresenta un gesto di squisita bontà della Chiesa “perché non restino privi della luce e del conforto di questo Sacramento i fedeli che desiderano partecipare al banchetto eucaristico ed ai frutti del sacrificio di Cristo”.

Queste le istruzioni e le considerazioni del S. Padre al riguardo: ''"Ai nostri tempi si avverte un'esigenza nuova. Salva sempre la massima riverenza dovuta a un sacramento cosi grande, i fedeli vorrebbero che fosse facilitata la possibilità di accostarsi alla santa Comunione. Ma perché i fedeli possano accostarsi senza difficoltà alla santa Comunione, è necessaria anzitutto una certa disponibilità di ministri ordinari che la distribuiscano. C'è poi da ovviare al pericolo che gli anziani ed i malati, nell'impossibilità di osservare la legge del digiuno, anche se notevolmente mitigata, si vedano costretti a rimaner privi del conforto della santa Comunione." "Si danno circostanze diverse nelle quali può mancare la disponibilità di un numero sufficiente di ministri ordinari per la distribuzione della santa Comunione:

  • durante la Messa, a motivo di un grande affollamento di fedeli, o per qualche particolare difficoltà in cui venga a trovarsi il celebrante;
  • fuori della Messa, allorché sia difficile per i ministri ordinari, recare la santa. Comunione ad anziani, malati e soprattutto in forma di Viatico a quelli in pericolo di morte''".

Va ben chiarito in ogni caso, che questa nuova realtà non può ridursi ad un fatto meramente funzionale, senza il coinvolgimento totale delle persone chiamate a svolgere tale servizio con l’impegno spirituale richiesto da una ben intesa dottrina dei ministeri, solo per rendere più spedita l’organizzazione liturgico - pastorale.

La successiva Istruzione approvata dal Papa (1997) e sottoscritta da tutte le Congregazioni, precisa alcuni passaggi.

La disciplina canonica stabilisce che ministri ordinari della sacra Comunione sono il Vescovo, il Presbitero e il Diacono, mentre sono ministri straordinari sia l'accolito istituito, sia il fedele a ciò deputato.

Il Ministero Straordinario della Comunione è quindi un servizio liturgico che risponde ad oggettive necessità dei fedeli, destinato soprattutto agli anziani ed agli infermi nonchè alle assemblee liturgiche nelle quali sono particolarmente numerosi i fedeli che desiderano ricevere la sacra Comunione.

Perché il ministro straordinario, durante la celebrazione eucaristica, possa distribuire la sacra Comunione, è necessario o che non siano presenti altri ministri ordinari o che, a causa della particolarmente numerosa partecipazione di fedeli che desiderano ricevere l’Eucaristia, la celebrazione si prolungherebbe eccessivamente per l'insufficienza di ministri ordinari.

Tale incarico quindi, è suppletivo e straordinario e deve essere esercitato a norma del diritto. Si deve prevedere, tra l'altro, che il fedele a ciò deputato venga debitamente istruito sulla dottrina eucaristica, sull'indole del suo servizio, sulle rubriche da osservare per la dovuta riverenza a così augusto Sacramento e sulla disciplina circa l'ammissione alla Comunione.

Annualmente, il Vicariato organizza speciali corsi preparatori al Ministero straordinario dell’Eucaristia, tenuti da teologi ed a cui è possibile partecipare su proposta del Parroco.

Il Libro del Sinodo diocesano specifica che quanti, anche di fatto, svolgono un ministero abbiano chiara coscienza di essere al servizio del Signore e dei fratelli, adoperandosi con tutta umiltà e semplicità in ogni incarico ricevuto.

Richieste di intervento

Le domande di intervento a favore di persone anziane o malate, desiderose di ricevere la sacra Comunione a casa perché impossibilitate a partecipare alle celebrazioni eucaristiche, vengono raccolte presso la Segreteria parrocchiale che le inoltrerà al coordinatore del servizio (Gualtiero Spada).

San Tarcisio: Patrono dei Ministranti

San Tarsicio* o Tarcisio (Roma, 263 circa - Roma, 275) è stato un martire cristiano che subì il martirio in giovanissima età.

Per la Chiesa cattolica è da considerarsi il santo “patrono dei ministranti.” La sua memoria liturgica si celebra il 15 agosto. Di lui si sa soltanto quel che ne racconta un'epigrafe fatta porre da Papa Damaso primo, sul suo sepolcro.

Secondo il racconto agiografico, egli venne ucciso da alcuni suoi coetanei che insospettiti dal suo non volersi fermare con loro a giocare e da qualcosa che teneva nascosto al petto, cominciarono prima a prenderlo in giro, poi a provocarlo, infine, una volta accortisi che era cristiano e portava con sé l'eucaristia, a picchiarlo selvaggiamente.

L'intervento del legionario romano Quadrato, anch'egli cristiano, servì a liberarlo dalle mani dei suoi aggressori, ma Tarcisio era ormai esanime.

« Mentre un gruppo di malvagi si scagliava su Tarcisio volendo profanare l’Eucaristia da lui portata, egli, colpito a morte, preferì perdere la vita piuttosto che consegnare ai cani rabbiosi le membra celesti di Cristo»: sono le parole scritte nelle catacombe di san Callisto a Roma e che, giunte a noi attraverso varie testimonianze, ci raccontano proprio di Tarcisio.

Il suo corpo fu dapprima sepolto insieme a papa Stefano nel Cimiterio Callisti sulla via Appia; secondo altri autori esso fu trasferito nella cosiddetta Cella Tricora in un sarcofago insieme a papa Zefirino. Nel 767 papa Paolo Primo lo portò nella basilica di San Silvestro in Capite insieme ad altri corpi di martiri. Anche qui subì ulteriori traslazioni, di cui l’ultima è del 1596, quando le reliquie furono poste sotto l’altare maggiore.

Il culto a San Tarsicio riprese maggior vigore nell’800 in seguito alla pubblicazione del romanzo Fabiola di Wiseman (Londra, 1855) che rese conosciuta ed attraente la figura del coraggioso adolescente. A Roma nel 1939 gli venne dedicata una chiesa al IV miglio, opera dell’architetto Rossi.

Oggi, una sua bella statua (v. sopra), scolpita da Alexandre Falguière, è conservata al Louvre di Parigi.


* Il nome Tarsicio deriva da quello della città di Tarso, in Cilicia (patria di San Paolo).

Versione stampabile
 
 
 
 
 

Ricerca: